lunedì 30 agosto 2010
mercoledì 25 agosto 2010
CARTO.LINE da FARA
BENVENUTA FARESE.
PRENDE IL VIA, CON MOLTO ENTUSIASMO, TANTI ISCRITTI E TANTA VOGLIA DI GIOCARE LA NUOVA FARESE, SOCIETA DI CALCIO.
DOMENICA 29 PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLE SQUADRE. INTANTO I RAGAZZI SI ALLENANO CON IMPEGNO PER PARTIRE ALLA GRANDE. AUGURI RAGAZZI E GRAZIE A TUTTI PER L'IMPEGNO CHE CI METTETE.
lunedì 16 agosto 2010
VIAGGI
RACCONTO IN QUESTA RUBRICA DI UN RECENTE VIAGGIO CHE HO FATTO, CON UN GRUPPO DI AMICI, IN ARMENIA. MI FAREBBE PIACERE ACCOGLIERE LE ESPERIENZE DI ALTRI VIAGGIATORI, TURISTI OCCASIONALI O ORGANIZZATI CHE VOLESSERO CONDIVIDERE LE LORO ESPERIENZE.NON ESITATE IL MIO BLOG E' APERTO.
Fare un viaggio in Armenia può significare diverse cose. La repubblica presidenziale armena divenuta indipendente dalla Unione Sovietica nel 2001. è solo un decimo dell’Armenia geografica e storica. Molti dei suoi più bei monumenti artistici ed architettonici si trovano in territorio turco, compreso il simbolo naturale dell’Armenia, il monte Ararat ed i resti della prima capitale Arni .
Yerevan
Da Yerevan inizia il nostro viaggio. Yerevan è la capitale dell’Armenia dal 1918 , il suo cuore pulsante. Con i suoi 1.200.000 abitanti, i suoi viali, le sue passeggiate, le sue fontane, i suoi bei negozi Yerevan è il cuore pulsante dell’Armenia, rappresenta la nuova Armenia, il suo futuro ma anche la sua storia e la sua memoria.
Da Yerevan si vedono , inquinamento permettendo, le due vette perennemente innevate del Monte Ararat su cui si arenò Noè con la sua Arca, dopo il diluvio.
L’influenza russa nell’architettura di Yerevan è marcata. Tuttavia il bel colore ocra del tufo,con le sue mille sfumature, rende gradevole l’insieme.
Sul filo della storia abbiamo visitato i resti della fortezza di Erebuni, risalenti alla civiltà pre-armena di Urartu, quindi il Museo Storico Nazionale, il Matenadaran (Biblioteca Nazionale), che custodisce circa 17.000 manoscritti, molti dei quali nella scrittura cuneiforme ed impreziositi da bellissime miniature.
Sul filo della memoria e di una profonda commozione, per non dimenticare la storia, abbiamo visitato il commovente museo del genocidio con il suo severo monumento La diaspora e tutta la catastrofe del genocidio lasciano, ancora, un segno indelebile negli armeni che ne parlano spesso con commozione sincera.
I 5.000.000 di armeni sparsi nel mondo ritornano spesso in patria, acquistano case e le ristrutturano. Vibrante il ricordo dei 1.500.000 armeni deportati e lasciati morire o massacrati dall’impero ottomano dal 1915 al 1923.
La Cascata è una moderna realizzazione in travertino, a sbalzi, su una collina. Il giardino antistante,sulla via Tamanian, è uno spazio museale all’aperto con alcune belle opere tra cui due statue di Botero.
La seconda tappa del nostro viaggio ci porta nell’ Aragatsotn Marzpetaran, alla fortezza di Amberd, il cui nome significa inaccessibile, mai espugnata. Imponente struttura risalente al 7 secolo.
Nei pressi sorgono le prime due belle chiese o monasteri che visitiamo quella di Hovannavank,costruita dai principi Pahlavuni, e quella di Saghmosavank ( monastero dei salmi), del 12-13 secolo. Il primo monastero è dedicato a San Giovanni Battista. Spicca un altare decorato con stelle intagliate. Il secondo è il monastero dove si fermò San Gregorio l’illuminatore fondatore e primo patriarca della chiesa armena. Il monastero si affaccia sul canyon del fiume Kasakh.
E poi Mughni la chiesa dedicata a San Giorgio.
Ben due matrimoni rallegrano la nostra visita. Sposi sorridenti, invitati allegri. Uno sposo portavo avvolto intorno al petto due strisce l’una rossa e l’altra verde, mentre il testimone una lancia, una specie di bacchetta, con fiori ed in cima il melograno.
Il melograno ritorna, quasi ovunque, scolpito sui portali delle chiese, ricamato, intagliato negli oggettini che i negozi o le bancarelle di souvenir vendono ai turisti
Chiese severe, in pietra, annerite dal fumo delle mille candele che una fervente devozione spinge gli armeni a dedicare alla Vergine o ai Santi.
Ricche di khachkars, la tipica croce fiorita di pietra. Sono tuttavia chiese senza figure ricche di croci scolpite, croci appoggiate o interrate nei dintorni.
La croce fiorita, simbolo della resurrezione, ci accompagna lungo tutto il nostro viaggio
La cittadina di Edjmiadzin, capitale religiosa.Nei pressi di Yerevan è situata la cittadina di Edjmiadzin, il cui nome significa “L’Unigenito è disceso”, poiché Cristo vi apparve a San Gregorio l’Illuminatore, fondatore e primo patriarca della Chiesa armena.
Qui risiede la suprema autorità della Chiesa armena, il “Katholikos di tutti gli Armeni”.
Qui ci rechiamo per la sontuosa messa domenicale.Vistiamo la Cattedrale, costruita tra il 300 ed il 301 ed alcune tra le più antiche e splendide chiese armene: Shoghakat (VI secolo, ricostruita nel XVII), che significa “effusione di luce”, e le due chiese intitolate alle sante vergini martiri sotto l’imperatore Diocleziano, Gayané (Gaia) e Hripsimé (Crispina) . Li assistiamo alle offerte votive di due bianche colombe e di una pecora piuttosto riottosa
Nelle vicinanze ammiriamo anche le rovine dell’imponente chiesa di Zvartnots ( dove volano gli angeli) , l’antico patriarcato del VII secolo, la cui struttura non ha resistito ai violenti terremoti che di frequente colpiscono questa terra. Interessanti capitelli a cestello. Il bassorilievo della Cattedrale è conservato nella Sainte Chapelle di Parigi. Un suggestivo orologio, con le ore nella parte inferiore del quadrante rappresentate dalle lettere dell’alfabeto armeno, invita a pregare Dio come egli si aspetta ( che si faccia).
Nel pomeriggio visitiamo il mercato del Vernissage, dove facciamo qualche buon acquisto.
A proposito di alfabeto armeno devo dire che questo ha per gli armeni significati simbolici assai forte: attaccamento alla proprio identità, alle proprie radici, unione e comunanza con tutti gli armeni sparsi nel mondo, affermazione della propria diversità e della propria storia millenaria. Creato nel 406 da MESROP MASHTATS. Prima della invenzione dell’alfabeto armeno la letteratura si tramandava per tradizione orale o grazie alle iscrizioni cuneiformi.
Ancora più forte è il legame, l’identità ed il senso di appartenenza dato dalla fede cristiana degli armeni: dall’essere culla del cattolicesimo ed enclave cattolica in un mondo mussulmano. Gli armeni hanno pagato duramente nel corso della loro storia questa forte fede cristiana. L’impressione è che questa fede sia un saldo baluardo per resistere alle continue minacce di cui sono oggetto.
La suggestione delle chiese armene
È comunque nella campagna armena circostante, nelle diverse province che circondano la capitale che lo specifico della cultura armena si manifesta con più intensità. I mille monasteri ( vank), chiese e chiesette che hanno alimentato la fede degli armeni hanno uno stretto e particolare legame con l’ambiente e con gli armeni. Chiese e monasteri tendono ad inserirsi armoniosamente nel territorio come se sorgessero dalla terra da cui riprendono l’ocra e la porpora.
La quarta tappa è nella provincia di Gegharkunik
Iniziamo con la visita al monastero di Goshavank ( monastero dedicato ad al famoso giurista Gosha).
Li abbiamo ammirato il khachkar più bello di tutta l’Armenia. Lavorato a tre strati di pietra intagliata a merletto con la croce armena sovrapposta al cerchio rappresentante il dio sole.
Nel monastero di Sevanovank vari khachkars con figure umane ed animali. Due scimmie appese ad un ramo, una curiosa Madonna con la barba ed in braccio il bambino.
La chiesa di Santa Astavatsatsin ed il cimitero dei khachkar a Noraduz. Bellissime croci di pietra con raffigurazioni di scene di vita quotidiana, con le forbici che rappresentano la vita spezzata,
Ed ecco che preannunciata da strilli e pianti assistiamo all’arrivo di una madre con due piccoletti urlanti. La madre spacca, violentemente, una bottiglia su una tomba per togliere la paura ai figli.
Il Lago di Sevan
Dall’alto del monastero di Hairavank ammiriamo il lago di Sevan, ricco d’acqua e di graziose spiagge. Situate a quasi 2000 metri di altitudine, sulla penisola, incontriamo due piccole chiese medievali che un tempo erano isolate sull’isola. Oggi, a causa dell’abbassamento delle acque del lago provocato dall’irrigazione, queste chiese sorgono sulla terraferma. In un bel ristorante gustiamo la famosa trota del lago Sevan, ishkhan.
La cucina armena è come la gente armena semplice e senza fronzoli. Nulla di elaborato o sontuoso, pochi grassi, largo uso di spezie ed erbe aromatiche fresche ( prezzemolo,aneto,basilico nero,erba cipollina), tante verdure di preferenza crude, cetrioli, pomodori, melanzane, carni di pollo o maiale alla griglia, kebab, riso bollito, patate. Ottimo lo yogurt locale (matsoun o madzoon) accompagnato da marmellate (sono moltopopolari le marmellate di more, di ciliegie bianche e di ribes rosso) , o frutta secca o miele., Anche i dolci sono semplici e genuini, con miele, frutta secca, tipica la PAKHLAVA. Famoso il vino armeno ed il cognac Celeberrimo l’ Ararat, il cognac preferito di Churchill.
Il pane (lavash) è una sottile sfoglia cotta contro le pareti del forno caldissimo
La quinta tappa del nostro viaggio è nella zona che viene chiamata la Svizzera armena per le vaste foreste che la ricoprono. Lì si sono visitati i monasteri di Hagpat e Sanashin dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Spaventata dalla lunghezza del viaggio e dalle condizioni disastrose delle strade armene ho scelto di restare a Yerevan a curiosare nei negozi ( per altro belli e di lusso).
Sesta Tappa.
Nella provincia di Ararat.Un altro centro fondamentale della storia armena e del suo legame con il cristianesimo è il monastero di Khor Virap, il cui profilo si staglia nettamente contro il monte Ararat. Il nome di questo monastero significa “fossa profonda”, poiché al suo interno vi è la grotta in cui sarebbe stato imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, prima chi il re Tiridate, convertito al cristianesimo, lo liberasse. Immediatamente sotto il monastero di Khor Virap corre il confine con la Turchia e dall’altra parte, vicino ma irraggiungibile il Monte simbolo per gli armeni l’Ararat. Sis e Massis sono i nomi che gli armeni danno al monte Ararat ed a quello vicino
Vistiamo anche una cantina che produce un buon vino, Areny, dal nome del vitigno. Certo la cantina non assomiglia alle nostre ma è pur sempre il miglior tentativo di modernizzazione che abbiamo visto in questo viaggio. Il viticolture ci fa degustare i suoi prodotti, con cortesia ma senza enfasi esagerata. L’Armenia produce 150.000 bottiglie di vino all’anno di cui circa il 50% va alla Russia, il 30% alla Germania ed il restante alla consumazione interna.
Visitiamo la chiesa di Santa Astavazazin, detta Chiesa Bianca. Costruita dal celebre architetto Momick invitato dalla Cilicia per questo scopo. A differenza delle altre questa chiesa è più chiara perché costruita in travertino.
Attraversiamo, poi, la gola di Norovahan, dove sono stati trovati importanti reperti preistorici tra cui la famosa babbuccia custodita al museo di storia di Yerevan.
Novarank ( nuovo monastero) è il centro spirituale tra i più importanti dell’Armenia medievale. Si trova in una suggestiva posizione, isolato e desertico, costruito tra il XIII e il XIV secolo, in una stretta valle con il medesimo tufo rossastro delle rupi circostanti. L’edificio si confonde con il paesaggio ed assume i colori stupendi delle rocce circostanti.
La cena si è svolto in un bel ristorante, dove il maitre cerca, con buoni risultati, di rivisitare la cucina tradizionale. Molto accurata la presentazione dei piatti. Va detto che tutti i ristoranti che abbiamo frequentato si sono distinti per la cortesia, la solerzia del servizio e la grande pulizia.
I prodotti tipici
Per quanto riguarda l'agricoltura, le aree più fertili del paese si trovano nelle zone irrigate lungo l'Araks e nelle piane di Yerevan e Gyumri, dove vengono coltivati cereali (frumento e orzo), cotone, patate, barbabietole, tabacco, frutta, vite. Circa il 23% del territorio è adatto all'allevamento, vi si allevano ovini, volatili, suini, bovini e caprini.
Prodotti tipici da acquistare per portare a casa un po’ di Armenia sono il vino, il cognac, le marmellate, le noci sciroppate,la frutta e le verdure conservate, il miele.
Kotay
L’ ultima tappa della nostra visita è la regione di Kotay, Kotay Marzpetaran.
Visitiamo il monastero di Ghegard del 12 /13° secolo ( conosciuto come Irivank, monastero della lancia. La biblica lancia usata dai romani per trafiggere il costato di Gesù) un complesso monastico di straordinaria suggestione, costruito in un sito di antichi insediamenti eremitici ( grotta di Airivank). Rannicchiato nel fondo di una gola sovrastata da alti spalti rocciosi, il monastero si sviluppa in parte nel vivo ventre della montagna. Costituito da 7 chiese e 40 celle per gli eremiti il monastero è stato importante centro religioso nel medioevo ed è ancora meta di pellegrinaggio per tanti armeni e luogo dove si compiono sacrifici rituali di animali per grazia ricevuta (mathag). Centinaia di khachkars e lance sono incise nelle rocce che circondano il monastero. Da una delle chiese sgorga una fontana di acqua freschissima che si dice miracolosa.Non lontano da Geghard si trova il tempio pagano di Garni (I secolo d. C.), l’unico reperto romano rimasto sino ai nostri giorni in una terra così intimamente legata alla fede cristiana. Il tempio, ben restaurato, è dedicato al dio Mitra, il dio del sole. La visita al tempio di Garni è allietata da un suonatore di dukduk. Il flauto tradizionale degli armeni, che evoca segrete nostalgie. Ma… disturbata dalla presenza piuttosto invadente di un gruppo di turisti iraniani.
La Regina Marmotta.
…il Re per una malattia perse la vista. Fu chiamato un indovino che disse . “….la medicina si trova soltanto nella città della Regina Marmotta ed è l’acqua del suo pozzo.” L’indovino veniva dalla parti dell’Armenia e la città della Regina Marmotta si trovava in quelle parti remote.
Questo è l’inizio di una favola di Montale Pistoiese raccolta da Italo Calvino nelle Fiabe Italiane, edizione Einuadi, 1956.
Il “Paese delle pietre urlanti”
Il poeta russo Osip Mandel’shtam, che visitò e amò questa terra, la chiamava nei suoi versi “paese delle pietre urlanti”.
“Stan in un paese dove il bene se ne è andato distrutto dalla violenza della storia, cui si aggiunge la violenza della sua negazione che condanna la comunità ed in singoli alla solitudine alla disunione.” Ha scritto
Gli armeni chiamano il proprio paese Karastan “terra di pietre”.
Appartenere ad una comunità in diaspora significa portare il peso della memoria, avere a che fare con questioni di vita e di morte. Nel passato dei sopravvissuti ci sono decapitazioni e crocifissioni, immagini di violenze efferate. Hanno cercato di rimuoverle, di cancellarle, l’oblio è sceso sulla loro storia, non nella loro anima.
L’Armenia conserva in effetti ancora oggi un fascino arcaico e attraversandola si ha l’intensa impressione di riavvicinarsi alle prime radici del mondo. Soprattutto perché le varie occupazioni, l’invasione e la diaspora hanno come fermato il tempo e la storia di questo paese al medioevo. Non è facile appartenere ad una comunità in diaspora, significa avere a che fare con un passato di lutti, di morti efferate. Un passato che si è tentato di cancellare ma che resta più che mai vivo nella memoria.
Non si torna davvero delusi da un viaggio in questa estrema frontiera orientale del mondo cristiano.
Gli armeni sono cordiali senza esagerazione, sono ospitali ed onesti. Non abbiamo mai avuto l’impressione di essere abbindolati in quanto turisti che non conoscono affatto la lingua. Sempre, nei negozi, ci venivano fornite spiegazioni chiare sui prezzi, sul cambio, sulle caratteristiche dei vari prodotti. Nessuno ha mai chiesto nulla al nostro gruppo di turisti, né si è mai avvicinato con troppa insistenza. La gente, anche se povera, è serena ed operosa. I giovani sono molto educati e rispettosi, per nulla sguaiati nell’abbigliamento e nell’atteggiamento.
Tuttavia, abbiamo notato, che gli armeni sorridono poco.
ODE ALL’ARMENIA
di Eghishe Ciarenz
Io della mia dolce Armenia amo la parola dal sapore di sole,
della nostra antica lira amo le corde dai pianti di lamento,
dei fiori color sangue e delle rose il profumo ardente,
e delle fanciulle di Nayiri amo la danza dolce e morbida
Amo il nostro cielo turchese, le acque chiare il lago di luce,
il sole d’estate e dell’inverno,la fiera borea stanante il drago,
le nere pareti inospitali delle capanne perdute nel buio,
e delle antiche città la pietra dei millenni.
Non dimenticherò i nostri canti lamentosi, ovunque io sia,
non dimenticherò i nostri libri incisi con lo stilo, divenuti preghiera,
per quanto lacerino il cuore le nostre piaghe sprizzanti sangue,
Amerò ancor di più la mia Armenia amorosa, orfana,ardente di sangue.
Non vi è alcuna altra leggenda nel mio cuore colmo di nostalgia
Simile al Narektatsi e a Kuchak non vi è fronte luminosa,
Attraverso il mondo, non vi è simile all’Ararat vetta bianca,Qual cammino di gloria inaccessibile, il mio monte Massis io amo
martedì 3 agosto 2010
CARTO.LINE DA FARA
CONCLUSIONE COL BOTTO DEI CENTRI ESTIVI DI FARA NOVARESE.
A FINE LUGLIO CON UNA BELLA FESTA A CUI HANNO ATTIVAMENTE PARTECIPATO GENITORI, NONNI, AMMINISTRATORI SI E' CHIUSO IL CENTRO ESTIVO DELLA SCUOLA MATERNA. OGGI SI E' CHIUSO QUELLO DELLA SCUOLA ELEMENTARE.
VI ASPETTIAMO, TUTTI, IL 12 SETTEMBRE AL CAMPO SPORTIVO COMUNALE PER LA FESTA DEI BAMBINI.
domenica 25 luglio 2010
CARTO.LINE DA FARA
AGGIUNGIAMO UN BEL SORRISO AL MONDO. E' quello dei nostri bambini. Un sorriso un pò sdentato, biricchino ma un sorriso che scalda il cuore. Questi sono i nostri bambini del Centro Estivo in gita in cascina ed a merenda con gli anziani del Centro Anziani. Due belle giornate emozionanti ed allegre che hanno messo sprint nella giornata dei nostri nonni.
martedì 20 luglio 2010
EMERGENZA ESTATE
PUBBLICA ASSISTENZA G.R.E.S
VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE E SOCCORSO
V.LE STAZIONE N.5 , SIZZANO ( NO)
EMERGENZA ESTATE
IN COLLABORAZIONE CON GLI ASSESSORATI AI SERVIZI
SOCIALI DI FARA, SIZZANO E BRIONA.
TELEFONO ESTATE
368 3061601
SERVIZIO RIVOLTO ALLE PERSONE SOLE, ANZIANE,
AMMALATE E DISABILI PER AFFRONTARE VARIE
EMERGENZE:
consegna di farmaci,acquisto e recapito di generi alimentari,indicazioni sulle farmacie di turno.
IL CIRCHINO
giovedì 15 luglio 2010
CARTO.LINE DA FARA
MOMENTI DI VITA FARESE
IL MERCATO IN PIAZZA
PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO IL MERCATO SI E' TRASFERITO IN PIAZZA LIBERTA'. UNA SPERIMENTAZIONE CHE, PER IL MOMENTO, E' GRADITA AI PIU'. ANCHE SE COME PER TUTTE LE NOVITA' NUOVI PROLEMI SI AGGIUNGONO AI VECCHI.
SONO, FINALMENTE , INIZIATI I LAVORI PER LA COSTRUZIONE DEI MARCIAPIEDI DI VIA CESARE BATTISTI. UN MOMENTO ATTESO DAL 1994, CHE CON IL PASSARE DEGLI ANNI, PURTROPPO, SI E' MOLTO RIDIMENSIONATO NELLA LUNGHEZZA. INVECE DI ARRIVARE SINO AL SUPERMERCATO I NUOVI MARCIAPIEDI SI FERMANO AL DISTRIBUTORE AGIP. SPERIAMO DI NON DOVER ASPETTARE ALTRI 16 ANNI PER VEDERE IL COMPLETAMENTO DEI MARCIAPIEDI.
UNA FOTO RAPPRESENTA LO STORICO MOMENTO.
PRIMA DOMENICA DI LUGLIO. SAN DAMIANO. FESTA E CENONE PER I FARESI.
DA VENERDI' 23 LUGLIO A DOMENCA 25 LUGLIO LA FESTA DEI FANS DI VASCO ROSSI, PER MOLTI UN MITO PER ALTRI SEMPLICEMENTE UN CANTANTE.
domenica 27 giugno 2010
SAN DAMIANO, FESTA PATRONALE DI FARA
Domenica 4 luglio, festa di San Damiano,patrono di Fara Novarese. Si preannuncia per i faresi, una giornata ricca di iniziative. Sin da Sabato, alle ore 18.00, apertura della mostra fotografica sui costumi e l'abbigliamento dei faresi a partire dagli ani 20 sino ai favolosi anni 70. Nel pomeriggio di domenica sfilata degli sbandieratori della città di Mortara "IL GIOCO DELL'OCA" con grande esibizione in Piazza Libertà a partire dalle ore 18.00. Per l'occasione saranno aperti il Mulino di Piazza, lo scurolo di San Damiano e la Chiesa di san Pietro e Paolo al Cimietro. Sarà possibile ammirare, nella Chiesa Parrocchiale, la grande pala del coro, dipinta nel 1729 dal Tosi e rappresentante l'Assunta. Al Campo Sportivo, sin da Gioved' 1 luglio, tradizionale Luna Park e tendone gestito dalla Pro Loco con spettacoli musicali e cene a base di specialità locali.
venerdì 25 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
CARTO.LINE DA FARA
L’ESTATE farese DEI PIU’ PICCOLI
Non si è ancora spento l’eco dell’ultima campanella delle scuole elementari e medie , venerdi’ 12 giugno, che si incomincia, già, a pensare all’estate dei più piccoli.
I ragazzi di terza media hanno ancora un passaggio da affrontare l’esame di licenza e poi, finalmente,liberi di godersi le vacanze: la piscina, i giochi al campo sportivo di recente ristrutturazione, l’oratorio, le gite.
Per i piccolissimi della Scuola Materna la campanella di fine scuola suonerà il 30 giugno e poi inizierà dal 5 al 30 luglio,dalle 9.00 alle 17.00, il Centro Estivo Comunale, nei locali della stessa scuola.
Sono proposti giochi,attività di socializzazione, uscite ed una festa finale.
Per i ragazzi delle elementari e delle medie inizia, subito, il GREST, organizzato dall’oratorio, sino al 9 luglio e poi dal 12 luglio al 6 agosto il Centro Estivo Comunale, presso le Scuole Elementari e il Centro Sportivo.
Anche in questo caso, sono previste molte attività: giochi, uscite, attività sportive e tanto altro
Segnaliamo la lodevole iniziativa di alcuni docenti delle scuole medie che organizzano corsi di recupero per chi è stato promosso con qualche lacuna sino alla metà di luglio, dalle 9.00 alle 12.00.
Per fine agosto, infine, le insegnanti di lingua inglese delle scuole elementari organizzano : il campo estivo di inglese che si svolgerà presso la nostra Scuola Elementare. Un’occasione da non perdere per chi vuole imparare la lingua inglese con insegnanti di madre lingua e divertirsi.
E…............. poi il 12 settembre la fine dell’estate con la FESTA DEI RAGAZZI al campo sportivo comunale: gonfiabili, giochi e tanta allegria per tutti.
Un’estate piena quella dei piccoli faresi: svaghi, divertimentimenti , attività sportive ma anche studio per affrontare al meglio il prossimo anno scolastico.
AL VIA LA MATURITA' 2010
LUNEDI' 21 GIUGNO SI RIUNISCONO LE COMMISSIONI PER GLI ESAMI DI
MATURITA'
MARTEDI' 22 GIUGNO, ORE 8.30, LA CAMPANELLA SUONA PER LA PRIMA
PROVA SCRITTA: QUELLA DI ITALIANO.
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MATURITA' 2010: TUTTE LE NOVITA'
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Maturità ricca di novità per oltre mezzo milione di studenti. Tra nuovi punteggi e ammissione, che ritorna ad essere più di una semplice formalità, ecco tutte le novità che si ritroveranno di fronte ragazzi e ragazze all’esame per il conseguimento del diploma della scuola superiore. Ammissione agli esami. La novità senz’altro più significativa per genitori e studenti è l’ammissione che torna ed essere un ostacolo tutt’altro che semplice da superare. Ma solo per gli alunni interni. Saranno ammessi agli esami infatti soltanto gli studenti che riporteranno sei in tutte le materie, condotta compresa. Saranno ammessi anche i candidati privatisti che superano l’esame preliminare. E qui si prevede una bella selezione.
Credito scolastico. Il credito scolastico – la dote in punti raccolti nell’ultimo triennio che gli alunni portano agli esami – sale da 20 a 25 punti. La novità è stata introdotta dall’ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, per dare maggiore peso al curriculum scolastico.
Colloquio. L’esito del colloquio, conseguentemente, avrà un peso minore nell’economia dell’esame. Il massimo punteggio che le commissioni potranno attribuire ai candidati sarà di 30 punti. Con la sufficienza che da 22 punti scende a 20.
Debiti. Nessun maturando potrà essere ammesso agli esami se non avrà superato i debiti formativi contratti negli anni precedenti. Per la verità già l’anno scorso, con il ripristino degli esami di riparazione, gli studenti avevano l’obbligo di saldare i debiti prima dell’avvio dell’anno scolastico. Ma in qualche caso si arrivava agli esami senza avere recuperato le lacune degli anni precedenti in qualche disciplina. Da quest’anno chi vorrà arrivare al cospetto della commissione dovrà farlo con le carte immacolate.
Voti. Ritornano ad essere pubblicati i voti finali. Tra le novità introdotte dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, c’è il ritorno dei voti nei tabelloni finali. L’anno scorso, per sapere il voto che la commissione aveva attribuito ad ogni studente occorreva fare un pellegrinaggio in segreteria. Nei tabelloni, per ragioni di privacy, veniva pubblicata soltanto la dicitura “Esito positivo” o “Esito negativo”.Ora ritornano i voti. Però si dovrà, comunque, fare il pellegrinaggio in segreteria per sapere i voti degli scritti disgiunti.
Giorno degli scritti. Tra i cambiamenti introdotti figura anche il primo giorno degli esami. La prima prova scritta (quella di Italiano) è anticipata a martedì. Con prosecuzione, per la seconda prova scritta, il giorno dopo. E dopo un solo giorno di pausa, il 25 giugno, vi sarà la terza prova scritta. Appuntamento che dovrà slittare per tutti gli indirizzi scolastici, come i licei artistici e gli istituti d’arte, dove la seconda prova si articola più giorni.
Cosa non varia. Per fare un po’ di ordine facciamo una rapida carrellata di tutto ciò che viene mantenuto. Il punteggio finale continua ad essere espresso in centesimi e 100 sarà il voto più alto che la Commissione potrà assegnare. Per superare l’esame occorrerà accaparrarsi almeno 60 dei 100 punti a disposizione e per i più bravi ci sarà sempre la “lode”. Ad ogni prova scritta, tre in tutto, la commissione potrà attribuire al massimo 15 punti, con la sufficienza fissata a 10 punti. Resta l’obbligo per le commissioni di pubblicare gli esiti degli scritti il giorno prima degli orali, in modo disgiunto. Resta il bonus di 5 punti per coloro che abbiano raccolto almeno 15 punti di credito e nelle prove d’esame siano riusciti ad accaparrarsi almeno 70 punti. Il diploma non sarà più stampato dalla Zecca dello Stato. Saranno le singole istituzioni scolastiche che stamperanno, su un modello predisposto dal ministero, la certificazione in carta semplice che attesta il superamento dell’esame. Restano invariate le regole per i cosiddetti ottisti che accedono direttamente agli esami dal penultimo anno. Potranno fare il salto coloro che otterranno la promozione al penultimo anno con almeno otto decimi in tutte le discipline e che abbiano conseguito nei due anni precedenti la promozione con almeno sette decimi in ogni disciplina e nessun debito nei due anni ancora precedenti. Sanata, invece, la cosiddetta corsia preferenziale per i privatisti che sono soggetti ad ammissione agli esami davanti al Consiglio della Classe a cui sono aggregati e che devono risiedere nella provincia e/o comune dove è ubicata la scuola sede d’esame. E a rimanere invariato per il terzo anno consecutivo, con ogni probabilità, sarà anche il compenso per commissari presidenti d’esame
lunedì 7 giugno 2010
CARTO.LINE DA FARA
QUASI AL TERMINE LA BONIFICA DEL SITO INQUINATO
LUNGO LA STRADA VECCHIA PER BRIONA.
Dovrebbe concludersi, il condizionale è d’obbligo, in questi giorno la rimozione di tutti i rifiuti abusivamente e fraudolentemente stoccati nel sito adiacente la Cantina Sociale lungo la strada vecchia per Briona.
I tecnici che stanno seguendo la bonifica riferiscono che, in questi giorni, dovrebbe concludersi lo scavo per l’asportazione di tutti i rifiuti e se gli ultimi esami non rilevano la presenza di ulteriore inquinamento si dovrebbe procedere a riempire il buco per il totale ripristino..
Riassumo per informazione e trasparenza i dati più salienti dell’importante opera di bonifica di un sito fraudolentemente utilizzato come discarica abusiva e di cui ancora non si conosce l’identità dei responsabili.
Al momento della scoperta del sito abusivo nel 2003 si è reso necessario procedere immediatamente con l’intervento di messa in sicurezza. Le opere, affidate alla ditta ECOVENETA, hanno comportato una spesa di circa 713.000 €. La messa in sicurezza è consistita nell’isolare tutto il sito con paratie per contenere la diffusione dell’inquinamento attraverso la falda, nello svuotare il sito dall’acqua inquinata che viene depurata e immessa nella Roggia Mora.
Il primo lotto, nel 2006, per la rimozione dei rifiuti è stato affidato alla ditta UNIECO, ed ha avuto un costo complessivo di circa 1.767.000 € . In questa fase sono stati rimossi circa 9.000.000KG di rifiuti. Il secondo lotto, quello in corso, è stato aggiudicato alla ditta GENERAL SMONTAGGI ed avrà un costo finale di circa 1.750.000 €. In questo lotto si sono asportati 10.300.000KG di rifiuti.
I rifiuti abusivamente smaltiti sono risultati essere di tipo misto, speciali ma non tossici: dai filtri, ai tonner, cosmetici,gomme,pezzi di computer. Al termine di queste operazioni se tutto è stato eseguito con la dovuta cura l’Amministrazione Provinciale potrà emette certificato di avvenuta bonifica.
Il finanziamento per questa imponente opera di bonifica è stato assicurato dalla Regione Piemonte “come esecuzione in danno” cioè come anticipo. La Regione Piemonte procederà alla ricerca dei responsabili per imputare le spese sostenute per la bonifica che ammontano a circa 4.230.000 €.
A conclusione di questa brutta ed annosa vicenda che ha impegnato ingenti risorse pubbliche per rimediare ai danni causati da sciagurati malviventi è d’obbligo un richiamo all’attenzione ed alla vigilanza, a non farsi attrarre da facili ed illusori guadagni ma soprattutto a non aver timore a segnalare immediatamente fatti sospetti. Purtroppo non è la prima volta che vengono rinvenuti smaltimenti abusivi nei nostri boschi. L’invito che rivolgiamo a tutti è quello di segnalare qualsiasi movimento sospetto, prendere le targhe, informare immediatamente l’Amministrazione Comunale, i Vigili, i Carabinieri o la Forestale.
domenica 6 giugno 2010
CARTO.LINE DA FARA
W.E.D. World Enviroment Day5 giugno 2010
Si è celebrata il 5 giugno in tutto il mondo la Giornata mondiale dell'ambiente, il World enviroment day, istituita dall'Onu per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull'Ambiente Umano del 1972.
Durante questo 2010, inoltre, la Giornata mondiale dell'ambiente si unisce all'Anno internazionale della biodiversità e concentra la sua attenzione sulla tutela e la salvaguardia delle specie, animali e vegetali, in pericolo di estinzione.
Nonostante gli sforzi fatti per salvaguardare l'ambiente in tutto il mondo, infatti, le specie si stanno estinguendo a una velocità mai registrata nella storia geologica, e la maggior parte di queste estinzioni è strettamente legata alle attività umane.
Con lo slogan "Molte Specie, Un Pianeta, Un Futuro", la Giornata mondiale dell'ambiente 2010 vuole mobilitare più persone possibile per realizzare un'ampia gamma di azioni finalizzate alla conservazione della biodiversità.
I faresi che hanno partecipato Sabato pomeriggio alla passeggiata naturalistica ( organizzata dall’Amministrazione Comunale con le Guide Naturalistiche) nella valle della Remme hanno voluto conoscere la nostra biodiversità e testimoniare l’importanza della salvaguardia e della tutela dell’ambiente.
Abbiamo visto lo scorpione d’acqua, molti maggiolini, il nido del ragno, qualche bella farfalla, alcuni fiori rari ( il giglio selvatico e la tenera rosa canina). Purtroppo non abbiamo potuto vedere i tritoni e le salamandre d’acqua.
La prossima passeggiata sabato prossimo con partenza dalla Piazza di Ghemme, verso il parco delle Baragge.
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venerdì 28 maggio 2010
COMUNI IN RETE
Incontro di studio promosso da Comuninrete, in collaborazione con il Comune di Landiona e d’intesa con la Vice-Presidenza della Provincia di Novara. Venerdì 28 maggio 2010 alle ore 19.00, a Landiona.
L'incontro di Landiona è dedicato alla definizione del nuovo assetto degli organismi di Comuninrete ed alla valutazione delle iniziative di lavoro della rete.
CARTO.LINE DA FARA
A SCUOLA AD OTTOBRE? MA A CHI SERVE?
Sembra che la scuola italiana invece di guardare avanti , guardi sempre più indietro. L’ultima novità è un disegno di legge di un deputato che prevede per tutte le scuole italiane l’inizio dell’anno scolastico ad ottobre. A parte l’ovvia considerazione che un parlamentare fa quello che più ritiene utile, tuttavia, senza fare demagogia,ritengo che quel deputato avrebbe potuto spendere meglio gli oltre 15.000€ mensili che riceve dai cittadini italiani. C'è da chiedersi se un provvedimento del genere serva di più alle famiglie o agli alberghi? Io credo senza alcun dubbio che serva di più agli albergatori. Prolungare le vacanze accorcerebbe di oltre 15 giorni i 200/ 206 giorni di scuola annui previsti dai nostri calendari.A meno che non si pensi di fare gli esami di stato a luglio. E’vero che non vi è correlazione tra il tempo trascorso a scuola e la preparazione degli studenti ma un tempo scuola più disteso non può che migliorare la preparazione degli studenti. Il contesto sociale attuale,poi, non è più quello di quando andavo io a scuola, con la mamma a casa. Se passasse questa idea si dovrebbero organizzare centri estivi, momenti di studio per i ragazzi anche per tutto settembre.
C’è poi da chiedersi se i nuclei familiari in un momento così delicato di crisi abbiano i soldi per prolungare la vacanze al mare o anche solo per andarci.
Per concludere faccio ancora due considerazioni
La prima riguarda l’idea sottesa a questo ddl che le vacanze siano soprattutto estive e stanziali. Mi sembra un’idea di turismo vecchia e superata. Le giovani famiglie preferiscono i viaggi e le vacanze invernali. E perché allora non prolungare le vacanze di Natale o non prevedere, come in altri stati, una settimana a febbraio.
Infine faccio notare che competenti per fornire indicazioni sul calendario scolastico sono le Regioni e le scuole che possono apportarvi modifiche.
lunedì 24 maggio 2010
CARTO.LINE DA FARA
NON PERDETE L'OCCASIONE DI CONOSCERE, CON LE GUIDE ESCURSIONISTICHE AMBIENTALI DELLA VALSESIA, LA BIODIVERSITA' DI CASA NOSTRA.
SI INIZIA, A CARPIGNANO SESIA, ALLA RICERCA DELLE ORCHIDEE DI CASA NOSTRA (SPERANDO VE NE SIANO ANCORA). QUI NE AVETE UN ESEMPIO NELLA FOTO DI GIORGIO.
Sabato 29 maggio,
Carpignano Sesia,
Orchidee di casa nostra, Orchis morio
Sabato 5 giugno,
Fara Novarese,
La valle della Remme, un gioiello dietro la porta di casa
Sabato 17 giugno,
Ghemme,
Le Baragge, ecosistema in equilibrio tra natura e antropizzazione
Pomeriggi naturalistici nelle nostre zone con le Guide Escursionistiche Ambientali della
Valsesia
Ritrovo alle 14 nella piazza del Paese, trasferimento all'inizio del
percorso, ore di cammino 1,30, ritorno previsto ore 18.
Partecipazione gratuita grazie alla collaborazione dei comuni di Carpignano, Fara Novarese, Ghemme.
Info: GEAV – Giorgio 347 74 40 509
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sabato 22 maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
NEL PAESE DI SOMPAZZO
Qualche consiglio su come rendere efficace la lettura ed attrarre il pubblico. Due modi di leggere interpretando "Piemonte" di Carducci. Elegiaco e comico. Il secondo ci fa sbellicare dal ridere e poi tutti immersi nella vita sconclusionata del paese di Sompazzo, dove le anatre vanno in treno e le ciliegie maturano con un anno di ritardo. E il meccanico ripara il sole.
Nonostante la pioggia battente, nel paese dal clima scambiato e dove veramente c'è bisogno del meccanico riparatutto, un bel gruppetto di bambini di Fara si è ritrovato venerdì in Biblioteca per le serate dedicate alla lettura interpretativa nell'ambito del progetto "Il baule del marchese di Carabà". Tante risate, un pò di imbarazzo e Gigi che si è prestato ed ha messo a disposizione tutta la sua arte per una serata allegra ,divertente e serena come raramente capita .
domenica 9 maggio 2010
FESTA AL CENTRO ANZIANI
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